
In realtà, questi ipotetici ideali potrebbero non coincidere con gli interessi generali finora espressi dalle società industriali avanzate, in quanto, il razionalismo tecnologico, per il suo carattere materialistico ed omologativo di tutte le tradizioni culturali, passate ed attuali, riuscirà per assurdo, a conseguirli nella misura in cui possano entrare in crisi di identità i propri modelli operazionali e comportamentistici, e, così compiere quel salto di qualità che possa far superare all’artista i limiti imposti dalla schiacciante cultura di massa, che da circa un secolo si caratterizza come antiumanistica.:
Chì ancora pensa ed opera credendo nei valori morali, intellettuali ed estetici propri della cultura umanistica, si oppone, oggi, a quella sedicente forma di democrazia che tacitamente approva come filosofia di vita il Nichilismo. Egli, di fatto, si rifiuta all’idea che si possa praticare l’arte espellendo dalla propria esperienza una vita interiore evitando nella realizzazione dell’opera quei processi creativi che dovrebbero portare alla sublimazione o, che tali processi possano essere ricondotti alla sola fase operazionale e, non evocativa. Secondo la concezione Lukàcsiana l’universale validità delle opere d’arte si rivolge al soggetto e l’opera poetica riflette e poi supera la realtà.
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