Attività del pittore o artista – occasionale o abituale

L’attività dell’artista in generale e del pittore in particolare è occasionale quando viene esercitata non abitualmente.

La definizione di lavoro occasionale data dalla Legge Biagi  non sempre si adatta all’attività del pittore ma ci puo’ fornire un valido aiuto. Per la legge Biagi sono  prestazioni occasionali i rapporti di durata complessiva non superiore, nell’anno solare, a trenta giorni con lo stesso committente con un  compenso complessivo annuo, percepito dallo stesso committente, che non supera i 5.000 euro.

La definizione si adatta quindi alle attività di lavoro autonomo dietro incarico di un committente cosa che non sempre si verifica nell’attività dell’artista o pittore,  che puo’ esercitare l’attività dietro incarico ma puo’ anche produrre opere, frutto del proprio ingegno, che poi puo’ cedere come prodotti.

Per definire quindi l’attività occasionale o abituale occorre, pertanto, fare riferimento anche agli altri elementi che di solito  accompagnano e caratterizzano l’attività abituale.

L’attività abituale richiede sempre una organizzazione di mezzi, un esercizio continuo dell’attività non legato necesariamente a una cifra di volume di affari. L’importo di 5000 euro stabilito dalla legge Biagi è solo una sorta di franchigia ai fini previdenziali: fino a 5000 euro niente Inps, dopo invece si,  anche se il reddito rimane occasionale occorre iscriversi alla gestione separata Inps e versare i contributi. Quindi se si hanno diversi committenti il reddito puo’ rimanere occasionale pur superando complessivamente i 5000 euro, ma occorre assoggettarlo a contributi.

L’attività dell’artista diventerà quindi abituale proprio facendo riferimento alle modalità di svolgimento della stessa, e potra’ essere abituale anche se non esclusiva.  L’attività abituale dell’artista di arti visive (pittura, fotografia, scultura) richiederà pertanto l’apertura della partita Iva e l’assoggettamento della vendita dell’opera d’arte ad Iva nella misura del 10%, salvo che non sia possibile rientrare in regime minimi o forfettari che consentono di non applicare l’Iva.

Ma questi particolari regimi saranno oggetto di un nostro prossimo approfondimento.

Riferimenti Normativi:

Legge Biagi (art. 61 del D. Lgs. 276/2003 e l’art. 4 della legge n. 30/2003)

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scritto il by Luigia in Fisco Artisti

40 Responses to Attività del pittore o artista – occasionale o abituale

  1. sergio caimi

    sono un pittore.che dipinge x professione.regime x minimi,ho 60 annie intendo andare avanti con questo lavoro.vorrei tanto saperea quale regime fiscale posso appartenere, e a quale aliquota iva grazie

    • Luigia

      Buongiorno, volentieri rispondo alla sua domanda. Da quello che ho capito lei ha già usufruito del regime dei minimi per piu’ di 5 anni. Se è cosi, da quest’anno passerà al regime Iva degli ex minimi per il quale la rimando ad un articolo sul sito di fisco e tasse. Sulla vendita dei quadri dovrà applicare l’Iva del 10% e se la vendita è fatta a una galleria o ad un soggetto passivo di imposta dovra’ essere applicata anche la ritenuta di acconto. Se invece ad un privato solo l’Iva.
      Buona giornata. Luigia

      • ceramiche d'arte

        Salve,
        vorrei avere dei chiarimenti.Ho aperto da 2 anni un ‘attivita come ceramista sono iscritta all’albo dell’artigianato ho le carte tutte in regola con aperture partita iva ; pago le tasse regolarmente ma ultimamente a causa della crisi con regime dei minimi ; ultimamente mi sta pesando la tassa dell’inps d 800 euro e non solo da precisare e’ semprein aumento;avevo pensato di iscrivermi alla gestione separata inps operando come artista studio d’arte ma il mio commercialista mel’ha sconsigliato;il mioreddito e bassissimo quasi nullo ; in questo momento riesco a stento a pagare le tasse cosa mi consigliate?

        • Luigia

          L’iscrizione alla gestione separata indubbiamente ha il vantaggio che si paga sul reddito e quindi se continui a non guadagnare potresti prendere in esame la possibilità. Tuttavia il passaggio da una cassa all’altra non è cosa buona ai fini pensionisti e si rischia di vanificare i versamenti per il mancato raggiungimento dei minimi. I contributi che si pagano come artigiani coprono un reddito fino a 15.000 euro. Per la valutazione corretta bisognerebbe avere la palla di vetro, per prevedere il suo reddito dei futuri anni. La scelta infatti dipende da quello….

          • ceramiche d'arte

            grazie per la sua celere risposta; in effetti valutero’ la gestione separata sperando che si possa fare in quanto bisogna cercare il codice inerente almio settore; sono partita con tanta passione e tanta gioia per iniziare quest’attivita ma c’e sempre qualcuno che ti fa scadere tutto; grazie apresto

          • ceramiche d'arte

            Salve ,
            avrei un ‘altra domanda da farle ; ho intenzione di organizzare corsi individualie e collettivi pressso il mio laboratorio di ceramiche d’arte ma il mio commercialista mi ha gia tagliato le gambe ; le spiego meglio. vorrei regolarizzare i corsi dei miei allievi pensavo che bastesse la partita iva e l’iscrizione all’inail possibile che non c’e’ un alternativa ?ho anche una specializzazione come ceramista in genere mi da la possibilita’ di aprire un ‘attivita’ di ceramiche , insegnare in scuole private e corsi privati alivello europeo
            Cordiali saluti

  2. Luigia

    Per il regime degli ex minimi la rimando alla lettura di questo articolo
    http://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/10641-ex-minimi.html

  3. elisa

    se arriverò a vendere 5 qùadri in ùn anno per ùn importo di 8,000 eùro, dove mi collocherò?
    grazie.
    elisa.

    • Luigia

      Se hai i requisiti non è male aprire una bella partita Iva con il regime dei minimi.

  4. ALESSIA

    Volevo sapere a che previdenza mi devo iscrivere avendo codice attività 900309 altre creazioni artistiche e letterarie. Grazie

    • Luigia

      Se la tua attività e di lavoro autonomo la gestione previdenziale è quella separata presso l’Inps.

  5. angela gatti

    vorrei aprire un locale dove dipingo,vendo i miei quadri, e do’ lezioni di pittura,è la mia prima attivita.fiscalmente a cosa vado incontro?giovane artista ringrazia

  6. angela gatti

    ..dimenticavo ho 40 anni e non vorrei indebitarmi,sapendo sin da ora che la vendita sara sicuramente bassa

  7. angela gatti

    ..per i primi anni

  8. Elvis

    Salve, innanzitutto complimenti per gli articoli, davvero illuminanti. La mia situazione è la seguente: colcuderò da poco l’accademia di belle arti e vorrei dedicarmi a tempo pieno alla professione di pittore. Dunque parlerei di professione abituale, benchè iniziale. Avevo pensato per i primi lavori, su commissione principalmente, di farli rientrare in lavoro autonomo occasionale almeno fino a febbraio 2012, quando la mia iscrizione all’accademia decadrà e non risulterò più studente. Secondo lei è una via legittimamente praticabile o dovrei senza indugio aprire la partita iva?

  9. Pierre

    Per la legge Biagi SONO PRESTAZIONI OCCASIONALIi rapporti di durata complessiva non superiore, nell’anno solare, a trenta giorni con lo stesso committente con un compenso complessivo annuo, percepito dallo stesso committente, che non supera i 5.000 euro.Quindi la prego di non fraintendere. quando tenta di spiegare una legge .perchè se non si supera la somma dei cinquemila euro con lo stesso committente signor x..puoi averne anche dieci,ma se con nessuno di loro si supera quella cifra nell’arco di un anno..il tuo lavoro rimane occasionale,senza bisogno di iscrizioni ecc.grazie

    • Elvis

      mi permetto di replicare anche se non sono competente, ho solo fatto un pò di ricerca in merito: quello che dici riguarda solamente la tipologia di contratto messo in essere con il datore di lavoro e sempre all’interno di lavori di COLLABORAZIONE continuativa per distinguerli dai co.co.pro. La prestazione occasionale descritta dalla legge biagi non riguarda il lavoro autonomo occasionale non collaborativo (cioè che si situa all’interno del processo produttivo del datore) che non ha parametri che lo distinguano da un lavoro autonomo abituale (e quindi necessitante una partita I.V.A.) se non valutabili caso per caso. Infine l’iscrizione alla gestione separata riguarda anche i lavoratori occasionali (come nell’esempio che fai) che superino nell’arco di un anno la somma di 5000 euro quale SOMMA di più compensi. Comunque se ci fossero inesattezze potete cancellare questo commento. L’ho scritto solo perchè ho impiegato molto a capire che c’è una distinzione fra la prestazione occasionale della legge biagi e il lavoto autonomo occasionale, cosa che spesso sfugge.

  10. Luigia

    Allora faccio un esempio: se io che sono una commercialista incasso un compenso ad esempio per una intermediazione di 50 mila euro, anche se l’importo è superiore a 5 mila euro resta un lavoro occasionale. L’occasionalità è data non solo dall’importo ma anche dal tipo di prestazione. se inserito il lavoro in un rapporto occasionale inferiore a 30 giorni e di importo inferiore a 5000 puo’ essere considerato occasionale. Mi sembra quidi che Elvis abbia approfondito bene.

    • Andrea

      Salve; credo che ci sia un errore di interpretazione: l’art. 4 Dlgs 276/03 parla di “occasionalità” in caso di 30gg max di rapporto con un committente “SALVO che il compenso superi i 5,000 €” quindi se Lei ha guadagnato già anche 5,100 € allora è fuori dalla condizione – figuriamoci 50,000 €. Quindi se un/un’Artista ha una sola commissione in un anno, ma per 6,000 €, allora deve aprire posizione IVA.

      Oltretutto l’esempio del “Commercialista” è in contrasto con il comma 3 perché dal Lavoro a Progetto sono escluse le Professioni con Iscrizione all’Albo Obbligatorio.

      • Andrea

        Sull’obbligo di apertura della p.IVA dopo un guadagno superiore a € 5,000 non sono così sicuro; però è importante sapere che esistono diverse “sfumature di significato” che ruotano attorno alla “Cessione Occasionale” di Opera (Arte/Ingegno): es. l’Opera è stata commissionata in modo generico; o con specifiche tecniche e tempi di realizzazione concordati? perché comportano poi il riferimento a norme DIVERSE caso per caso in relazione ad eventuali contributi previdenziali (INPS) o assicurativi (INAIL) previsti dal tipo di “rapporto di compravendita”; vendere un quadro “così com’è” e concordare una commissione sono due cose distinte (infatti la commissione comporta un “Contratto d’Opera”, art 2222 Cod Civile); e personalmente non ho ancora capito la questione della Ritenuta d’Acconto. Per una tavola sinottica delle varie opzioni sto guardando per esempio questi due siti:
        1) http://www.studiomastromattei.it/news-commercialisti-milano/lavoro-autonomo-occasionale-e-rapporto-di-collaborazione-occasionale
        2) http://www.lavoroprevidenza.com/leggi_articolo.asp?id=155

  11. gerardo

    buongiorno
    per una persona che dipinge su porcellana e vende i suoi prodotti dove non incassa mai più di € 5.000 dalla stessa persona e lo fa in maniera occasionale vorrei per cortesia sapere:
    1) quanto deve essere il totale annuo incassato per definirsi lavoro occasionale?
    2) se si rimane sotto una soglia di €30.000 annui devo aprire una partita iva?
    3)se si rimane sotto una soglia di €30.000 annui devo aprire una posizione INPS e pagare i contributi?
    4) se si rimane sotto una soglia di €30.000 annui quali carichi fiscali ho?
    5) devo richiedere autorizzazioni o fare comunicazione al comune (premetto che vendo da casa a privati)?
    6) che obblighi ti tenuta contabile ho? (fatture e contabilità’)
    grazie e scusatemi per le innumerevoli domande…

  12. Eva

    Posso risponderle io: in linea generale, al di sopra dei 5000 euro totali deve aprire una partita iva; il tetto dei 5000 euro non è riferito al lavoro svolto con un singolo committente, ma al lavoro complessivo, alla somma di tutti i lavori svolti, di tutti i compensi guadagnati.

    Rimanendo sotto i 30000 euro, dovrebbe poter aprire una partita iva nel regime dei minimi.

    Mi chiedo però se la regola dei 5000 euro vale per qualsiasi tipo di guadagno; qui a Torino, ad esempio, è attivo il registro OPI (Operatori del Proprio Ingegno), al quale possono iscriversi persone che realizzano opere d’ingegno e che desiderano venderle, senza necessità di aprire partita iva; cercando in giro e leggendo il regolamento, non ho trovato alcun riferimento al numero massimo di giorni di attività e di incassi, dunque mi chiedo se si tratta di un’eccezione o meno.

  13. Andrea

    “Ma chi ti credi, Picasso?”

    Determinare se un/un’Artista svolga attività “abituale” non può essere che determinato in base a parametri di reddito: l’attività dell’Artista infatti non è innanzitutto una “Iniziativa Imprenditoriale di tipo Economico” (dove possa derminare una “data di inizio attività” ai fini fiscali) bensì un’attività di Ricerca personale nella quale l’attività di “Esposizione delle Proprie Opere” non è quindi di tipo Commerciale ma di tipo Culturale, EVENTUALMENTE fonte di Reddito.

    Dunque per quante Mostre io faccia, la mia non sarà mai un’ “Attività Commerciale Continuativa” se non in base al Reddito Prodotto, perché dovuto a Vendite innanzitutto “Occasionali” in quanto non “previste” dalla fattispecie dell’Attività (che è appunto “di Ricerca Spirituale/Culturale”).

    Il fatto che in Italia (giustamente) gli Artisti Dilettanti siano visti come dei poveri “rompiballe” ai quali non si sa mai cosa rispondere quando “vogliono vendere ma non sanno come” non ammette per questo che sia la Legge a modellare la Realtà (il che è la definizione di Dittatura), semmai è il contrario – e in mancanza di Normativa Fiscale specifica sul caso degli Artisti Dilettanti, ho concluso che imporre a tali soggetti di “aprire una posizione IVA” in assenza di un reddito adeguato comporta parecchie VIOLAZIONI DELLA COSTITUZIONE:

    - art. 33 – L’Arte e le Scienze sono libere. Posso esporre quanto voglio e non dare mai conto al Fisco. Quindi decade la definizione di Abitualità se non in ragione del Reddito prodotto.

    - artt. 53 e 23 – Gradualità dell’Obbligo Contributivo: non posso essere obbligato a pagare di più di quanto guadagno. Se accade, questo è reato di Estorsione del quale risponde il Funzionario e lo Stato stesso.

    Ne deriva a cascata che se “commetto Reato a guadagnare dal mio lavoro” mi si priva anche del diritto al Sostentamento (per quanto misero) – e quindi di portare materialmente avanti questa attività di Artista stessa, ciò comportando violazioni più specifiche

    - degli artt. 21) e ancora del 33) – Impedimento indiretto a manifestare il mio pensiero tramite l’Arte.

    Nonché più in generale alle norme che definiscono lo Stato come Società di Lavoratori Organizzati:

    - artt. 1), 3), 4), 9), 35): mi si impedisce di contribuire all’organizzazione dello Stato e di esercitare il diritto/dovere alla mia “funzione per il progresso spirituale della Società”; e viene infine a mancare la tutela di queste basi sociali stesse.

    Buona fortuna e grazie moltissime all’Autore del Sito per aver contribuito così tanto a definire meglio la questione.

  14. Andrea

    Ho trovato un articolo molto interessante che in realtà è specifico per i Musicisti, ma tratta in via generale anche il problema contributivo degli “Artisti”, anche in termini di prestazioni all’Estero. L’indirizzo è questo ed è un .PDF:
    http://www.odcec.mi.it/Libraries/Materiale_Convegni/La_qualifica_del_reddito_del_musicista_a_cura_di__Fiore__Emanuele_modalit%C3%A0_compatibilit%C3%A0_1.pdf

    In particolare al punto 2.2 (ibidem) si dice che: “l’attività di lavoro autonomo, (comma 1 art 53 TUIR) … sono la professionalità e l’abitualità (da non confondersi con la
    continuità). Professionalità = il soggetto pone in essere con
    regolarità … atti finalizzati al conseguimento di uno scopo sia pure astratto. Abitualità = attività esercitata con regolarità, stabilità e
    sistematicità”

    Per quello che ho voluto dire sopra con il mio “riferimento alla Costituzione” in particolare all’art 33, secondo me allora non basta dire se “l’artista svolge attività abituale (etc)” perché l’Artista è attività “Umana” – e non “professionale” – e come ripeto io posso fare tutte le Mostre che voglio senza essere soggetto fiscale – quindi nel caso specifico degli Artisti bisognerebbe necessariamente introdurre la dicitura “Attività Abitualmente REMUNERATA” il che coincide con l’idea che gli Artisti devono dare conto solo di ciò che guadagnano e non di quanto lavorano in proprio, PERCHE’ TUTTI GLI ARTISTI SANNO che si possono fare 100 schifezze prima di un’opera buona per l’Esposizione/Vendita e io guadagnerei solo da quella e non dalle altre 100, diversamente che dal replicare 100 pezzi di un prodotto – OK?

  15. veronica

    salve,
    visto che non sono riuscita ad avere un’idea chiara, le spiego la mia situazione: mio marito dipenge per hobby ed ora ha avuta la possibilitàà di esporre i suoi quadri in una galleria d’arte. ci chiedevamo preoccupati come comportarci, ho capito che sarebbe possibile e necessario emettere una semplice ricevuta senza iva. mi conferma ciò? la ringrazio congratulandomi per la sua professionalità e sapienza.

  16. Luigia

    Se l’attività è occasionale va bene l’emissione della ricevuta senza Iva. Purtroppo nonostante gestisco Tedofra il mio peccato originale è di essere una commercialista.
    cordialità. Luigia

  17. Marina Capaldo

    Buona sera, mio figlio si è laureato all’Accademia di Brera di Milano in pittura nel 2012. Gli sono stati commissionati da una Ditta 10 quadri. Ora, al momento della consegna dei lavori, la Ditta giustamente ha richiesto fattura. La mia domanda è la seguente: che dicitura deve scrivere nella fattura? Basta che lui scriva realizzazione di n°10 dipinti su vostri materiali per un totale di Euro xxxx o, c’è una dicitura specifica? Da tener presente che le tele e i colori per la realizzazione di questi quadri sono stati acquistati dalla Ditta. Grazie

  18. Alessandro

    Buongiorno,approfitto di questo interessante spazio che ho trovato cercando delucidazioni al fronte di problematiche nate riguardo all’organizzazione di una mia mostra.
    Questa avverrebbe a Norimberga,dove dovrei esporre 10/15 miei acquarelli.Non è una galleria bensì un locale dove suonano e fanno mostre.La mia posizione fiscale è quella del regime dei minimi. Ora mi è stato detto che addirittura dovrei contattare la sovraintendenza alle belle arti!! E che probabilmente vendendo a privati (forse) dovrò applicare l’IVA al 21%.Anche se in realtà penso tratterò i compensi con la proprietaria del locale, che ovviamente applicherà agli acquirenti il dovuto ricarico. Possibile che sia tutto sempre così difficile??
    Già sono vessato da € 3500 di Inps che in questi momenti di crisi mi pesano molto,ora anche i bastoni fra le ruote di fronte ad un occasione che potrebbe risollevare il bilancio annuo tragico.
    Se potete darmi notizie sicure su come comportarmi ve ne sarei grato.
    Alessandro.

  19. Elena

    Buongiorno,innanzitutto complimenti per gli articoli e i temi trattati in questa sezione del sito: finalmente qualcuno che si preoccupa di approfondire anche la materia fisco, accanto all’arte.
    Volevo gentilmente chiedere 2 chiarimenti:
    1. se un’artista (non di professione, ma per passione…quindi attività occasionale) espone presso un locale (ristorante, pub, ecc.) le proprie opere, gratuitamente sia per il gestore dell’esercizio,sia per l’artista stesso, a puro scopo espositivo e non di vendita,è opportuno firmare da ambo le parti un documento che attesti l’accordo di esposizione gratuita? in quali termini eventualmente sarebbe bene redigere tale documento?
    2. nel caso di artista non di professione e perciò occasionale,lavoratore dipendente,che venda alcune opere, è corretto il rilascio di ricevuta (magari secondo il fac simile riportato in queste pagine web) e successiva dichiarazione nella sezione “altri redditi” della dichiarazione 730 ?
    Grazie molte per la cortese risposta e cordiali saluti.

    • Luigia

      Sempre meglio contrattualizzare con un contratto di comodato gratuito dello spazio. Nel caso di vendita di qualche opera ok la ricevuta come occasionale e la dichiarazione tra i redditi diversi.

  20. Pino

    Salve,sono un fotografo matrimonialista ed ho un negozio/studio fotografico da 30 anni;causa crisi sto valutando di chiudere l’attività e pensavo di esercitare la mia professione che è anche una passione,come freelance in casa cioè toglierei il commercio e mi farei pubblicità solo come foto-video reporter di eventi vari(tra cui anche i matrimoni);posto che attualmente sono fiscalmente un artigiano come mi collocherei dal punto di vista fiscale in questo caso? Un fotografo non dovrebbe avere una connotazione di creativo piuttosto che artigiano in senso stretto? Ringrazio anticipatamente della risposta.Cordialità.

    • Luigia

      Un fotografo puo’ essere inquadrato sia come artigiano che come professionista…. tuttavia per valutare la convenienza bisogna stimare i redditi e anche altro. essere professionista comporta per lei una nuova cassa “la gestione separata” che ha i contributi piu’ alti degli artigiani, ma non i minimi…. pero’ direi che è meglio che si faccia consigliare bene da un commercialista.

  21. Nicola

    Salve e complimenti per il forum. Magari qua riesco a risolvere i miei dubbi. Io lavoro come dipendente ma nel tempo libero mi piace fare mosaici e quadri. Ora anche per rientrare un pò dalle spese pensavo di provare a venderne qualcuno. Se ne vendo 4-5 all’anno restando sotto i 5.000,00 euro; mettendoli su ebay o su etsy con tanto di prezzo oppure su subito dove non serve mettere il prezzo (ovviamente dichiarando poi i compensi in 730) rientro nelle vendite occasionali? oppure può essere vista come un’attività abituale? non vorrei andare in cerca di notte come si suol dire:) grazie per la risposta e salutoni a tutti

    • Luigia

      Due tre vendite all’anno per importi inferiori a 5000 euro possono a mio parere essere considerati occasionali e dichiarati in dichiarazione come tali.

  22. Nicola

    grazie mille anche per la tempestività della risposta:)

  23. sexolina dragqueen

    Salve. Sono un ragazzo che vorrebbe iniziare a lavorare come drag queen trasformista nei locali. Vorrei sapere cosa posso fare per regolarizzare la mia posizione per non avere problemi con le istituzioni di controllo…naturalmente ho già un lavoro diurno ma di tanto in tanto quindi occasionalmente vorrei lavorare come artista di cui scopre. Mi date delucidaxioni in merito? Grazie.

  24. Gaetano

    Salve a tutti. Ho 29 anni e dipingo per passione da 13. Vorrei iniziare a vendere le opere che produco non solo su commissione ma anche a chi entra nel mio studio che si affaccia su strada e quindi fruibile da tutti. Mi conviene aprire una partita iva con regimi minimi ho iniziare con una normale tassazione. Devo iscrivermi in un particolare albo? Quali sono le tasse a cui vado incontro nel caso dovessi decidere di aprire una partita iva.

    • Luigia

      L’attività di un artista è attività professionale che non richiede l’iscrizione in Albi. Il regime dei minimi puo’ essere conveniente fino a quando riesce ad avere i requisiti. Regime dei minimi con la tassazione Irpef al 5%, + iscrizione alla gestione separata per il pagamento dei contributi previdenziali.

  25. Manuela

    Sono disoccupata, dipingo da anni e vorrei organizzare qualche mostra per cercare di vendere qualcosa. Ho capito che devo rilasciare ad ogni vendita una ricevuta fiscale, ma poi essendo disoccupata devo dichiarare qualcosa? Grazie per la sua disponibilità. Manuela

  26. Alessandra

    Buongiorno,sono un’appassionata d’arte e come secondo lavoro vorrei aprire un laboratorio artistico per bambini ed adulti, facendo gruppi di non più di 6-8 persone. Ho individuato un appartamento che farebbe al caso mio. Impianti e abitabilità sono tutti a posto mi chiedevo se devo richiedere permessi o produrre delle documentazioni x l’asl. Io farò ovviamente un’assicurazione, mi serve altro? Io lavorerò con partita iva al regime dei minimi e iscrizione alla gestione separata cassa inps. Grazie mille
    Alessandra

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